Luca Zeni

Mi racconto

La famiglia di mio padre, Mario, ha sempre avuto radici a Spormaggiore, dove mio nonno Guido, con il sostegno di sua moglie Amelia e dei loro sette figli, portava avanti il mestiere di falegname e l’attività agricola in un periodo certamente difficile. Dopo un periodo come tornitore in una fabbrica di Gardolo, mio padre ha continuato a lavorare nel settore del legno insieme ai suoi fratelli, fondando un mobilificio.

Mia madre, Lucia, è cresciuta a Susà, una frazione di Pergine rinomata per la coltivazione del ciliegio. Mio nonno Remo lavorava come muratore, mentre mia nonna Agnese si dedicava alla famiglia e alla cura dei quattro figli. Prima della mia nascita, mia madre è stata operaia in una fabbrica tessile di Pergine, ormai chiusa.

Ho una sorella, Francesca, più giovane di due anni, laureata in Scienze Politiche all’Università di Bologna ed oggi si dedica alla naturopatia. Nonostante alcune divergenze ci accomunano molti ideali e speranze.

La mia famiglia “allargata” comprende numerosi zii e cugini, sparsi tra Susà, Spormaggiore, Trento, Toronto e persino il Centro America.

Dopo aver trascorso l’infanzia a Spormaggiore, mi sono trasferito a Pergine, dove ho incontrato Gloria, che è poi diventata mia moglie. Ci siamo sposati il 7 luglio 2007 e oggi viviamo a Tenna con i nostri figli, Giulio, Giovanni e Giacomo, bravi studenti e grandi appassionati di calcio.

La mia formazione

Il mio percorso di studi è iniziato a Trento, presso il Liceo Scientifico Galileo Galilei, nella storica succursale di via Endrici, dove nel 1998 ho conseguito il diploma con il voto di 58/60. Successivamente, ho scelto di proseguire gli studi iscrivendomi alla facoltà di Giurisprudenza. Mi sono laureato il 17 settembre 2003 con il massimo dei voti, 110/110, discutendo una tesi dal titolo: “Coesistenza e diritto: per un fondamento antropologico dei diritti dell’uomo”. In quel lavoro ho esplorato se i diritti umani siano semplicemente il risultato di un accordo tra individui, privo di radici metafisiche, o se invece poggino su una base più solida. La risposta l’ho cercata nella filosofia del dialogo e dell’incontro, radicata nell’ontologica coesistenza tra gli uomini.

Dopo la laurea, il desiderio di contribuire a un mondo più giusto mi ha spinto a intraprendere nuove esperienze. Ho trascorso un periodo a Londra per perfezionare la conoscenza dell’inglese e, successivamente, ho frequentato un Master di secondo livello a Roma in “Educazione alla pace: cooperazione internazionale, diritti umani e politiche dell’Unione Europea”. Ho concluso il percorso con una tesi intitolata: “La questione del Trentino Alto Adige-Südtirol: la convivenza italo-tedesca tra storia e prospettive”. In quel periodo immaginavo un futuro nel settore della cooperazione internazionale, lavorando sul campo per migliorare la vita di milioni di persone afflitte dalla fame e dalle guerre.

Tuttavia, durante quel periodo di studio lontano da casa, ho riflettuto molto – anche grazie al confronto con colei che sarebbe diventata mia moglie – sull’importanza che attribuivo alla famiglia e al desiderio di radicarmi nei luoghi dove sono nato. Ho capito che potevo impegnarmi per un mondo migliore anche rimanendo vicino alle persone che amo.

Diventato avvocato, ho aperto il mio studio legale, convinto che questa professione, se esercitata con coscienza e autenticità, possa essere uno strumento efficace per promuovere la giustizia. Parallelamente, ho iniziato a dedicarmi all’impegno politico, spinto dalla stessa motivazione: contribuire a una società più equa e solidale.

Non so cosa mi riserverà il futuro. A volte le preoccupazioni per ciò che non funziona nel mondo prevalgono, ma alla fine è la speranza a guidarmi. 

Tesi di laurea

Tesi di Master