Il mio percorso politico è iniziato nel movimento Civica Margherita, dove ho avuto l’opportunità di crescere insieme a un gruppo di giovani appassionati, dedicandomi alla formazione e al confronto di idee. Questo cammino ha segnato profondamente la mia visione della politica come strumento per migliorare la società attraverso il dialogo e la partecipazione. Nel 2006, con un gruppo di colleghi, ho intrapreso l’ambiziosa sfida di candidarmi alla segreteria della Civica Margherita. Questo percorso mi ha portato, nel 2008, a essere eletto consigliere provinciale, aprendo una nuova fase della mia vita politica. Nel frattempo, ho promosso la creazione di una Scuola di Formazione Politica, coinvolgendo giovani provenienti da diverse realtà del Trentino per costruire una classe dirigente competente e aperta al confronto. Dal 2007 sono stato uno dei promotori per la nascita del Partito Democratico in Trentino; ho fatto parte della prima assemblea costituente del PD, e sono stato capogruppo, in consiglio comunale a Pergine Valsugana, del primo gruppo consiliare del Pd nato in Trentino.
Blog “Al cuore dei trentini”
Intervento IV Congresso provinciale della Margherita
Tesi Congressuale 2006
Nel 2013 promossi la nascita di un’associazione, START, che fu uno dei momenti più stimolanti e generativi del mio percorso politico, con moltissime persone coinvolte con l’obiettivo di immaginare nuovi percorsi per il Trentino.
Il mio intervento
Nel 2005 sono stato eletto consigliere comunale a Pergine Valsugana, un’esperienza che mi ha permesso di conoscere da vicino il funzionamento della macchina amministrativa e di riflettere sul ruolo dei cittadini nelle decisioni pubbliche. Dal 2008 al 2023 ho ricoperto il ruolo di consigliere provinciale e regionale, impegnandomi con passione per il bene comune. La prima legislatura, da capogruppo del PD, sono riuscito a tenere unito un gruppo molto eterogeneo, senza rinunciare alla continua ricerca di proposte e soluzioni. Il mio rapporto con il Presidente Dellai è stato dialettico; da giovane consigliere ero irrequieto, e mi sono occupato di questioni (dal debito della Provincia al sistema delle società partecipate) che hanno creato molte tensioni. Ma alla fine il comune fine di cercare le migliori soluzioni per il Trentino, ha permesso di mantenere la reciproca stima (lo spirito di quel periodo nelle mia pubblicazione “Interconnessi”). Dal luglio 2015 l’esperienza amministrativa più intensa, la nomina ad Assessore provinciale alla salute ed alle politiche sociali (a cui si aggiungerà più tardi quella allo sport), in giunta con il Presidente Rossi, con il quale mi sono trovato molto bene, per il suo modo diretto di interloquire, e la sua capacità di condividere le scelte. Un assessorato non facile ma che dà davvero tanto. Nel campo della salute e del sociale si intrecciano infatti due elementi: la grande complessità organizzativa – con milioni di prestazioni erogate ogni anno, migliaia di operatori e quasi tutte le famiglie coinvolte – e il coinvolgimento emotivo fortissimo che segna tutti coloro che vivono problemi di salute o sociali. Ho cercato sempre di indirizzare le scelte sulla base delle analisi dei cambiamenti in atto nella società, nel mondo scientifico e tecnologico, per garantire un sistema solido nei prossimi anni, anche a costo di espormi ad attacchi e polemiche da parte di chi si limita alla rivendicazione particolare. Sono infatti certo che soltanto se sapremo essere pienamente “sistema”, come comunità trentina sapremo collocarci con una nostra vocazione nel mondo (le mie considerazioni nella pubblicazione “Dialogo per una figlia”). Dopo due legislature in maggioranza, ho vissuto la fatica di una legislatura all’opposizione, dal 2018 al 2023, a causa dell’approccio nichilista di una componente del Pd ideologica e vocata all’opposizione, che ha preferito consegnare il Trentino alla destra piuttosto che rinunciare a qualche bandiera e a qualche posizione personale. Stare all’opposizione, in un sistema maggioritario, non è facile, soprattutto per chi era abituato ad amministrare, a cercare soluzioni e proposte sempre nuove. La constatazione della volontà del Pd e del centrosinistra di perdere nuovamente le elezioni, oltre alla crescente distanza culturale dal nuovo corso del Pd nazionale e locale, mi ha portato alla scelta di non ricandidarmi nel 2023 (le mie riflessioni nella pubblicazione “Il Muro Bianco”).
Interconnessi
Dialogo per una figlia
Il Muro Bianco
È possibile trovare ulteriori approfondimenti, interventi e proposte all'interno del mio blog
Sono cresciuto politicamente all’interno del movimento della Civica Margherita, nata in Trentino nel 1998, perché ho sempre creduto nell’idea di una forza politica capace di interpretare i bisogni della comunità con la sensibilità e la capacità di mediazione proprie delle forze di centro, e che condividesse i grandi principi di solidarietà e giustizia sociale. Infatti ho sempre creduto nel dovere della politica di tenere insieme il riconoscimento del merito, della libertà di ogni persona di perseguire la propria realizzazione, con la tutela delle categorie più fragili; questo equilibrio può rendere concreti i diritti dell’uomo, e consentire di affrontare i temi centrali della vita sociale: il lavoro e l’occupazione, con particolare attenzione che la flessibilità non diventi precariato, sia per i giovani, sia per chi deve riqualificarsi ad un’età non più verde; la ricerca di un equilibrio tra un livello accettabile di imposte e un welfare capace di garantire servizi efficienti per tutti; competitività nel mercato mondiale senza perdere l’identità della comunità; capacità di crescita economica con un progetto di sviluppo sostenibile che garantisca la tutela dell’ambiente; integrazione degli stranieri che raggiungono il nostro paese nella speranza di una vita più dignitosa, senza che questo significhi perdere la propria identità e il rispetto delle regole; garanzia di equità nell’amministrazione della giustizia…. Sono temi che toccano la vita di ognuno di noi, e la politica ha il dovere di affrontarli in maniera approfondita. Ho partecipato alla fondazione del Partito Democratico, come componente della prima assemblea costituente, perché ho creduto nel sogno di realizzare una forza politica capace di fornire nuove chiavi di letture per una società in continuo cambiamento, con una nuova sintesi rispetto a categorie politiche passate. Ho sempre sostenuto il candidato segretario che ritenevo più vicino a un’idea riformista, nel tempo: Enrico Letta, Dario Franceschini, Matteo Renzi, Stefano Bonaccini. Mi sono impegnato per il riconoscimento di un’autonomia politica del Partito democratico del Trentino, perché il concetto di autonomia nelle istituzioni e negli assetti organizzativi rispecchia una concezione della vita e dell’uomo che si basa sulla relazionalità. Autonomia non deve significare localismo, non deve significare chiusura al diverso, né tentativo di mantenere dei privilegi; e la difesa dell’autonomia da sola non può bastare a giustificare l’impegno in politica. Autonomia è un concetto più profondo, un concetto che incarna, attraverso il principio di sussidiarietà, la capacità di una comunità di autogovernarsi e di rapportarsi al resto del mondo in maniera aperta e relazionale, senza perdere la propria specificità. Autonomia significa considerare la diversità un valore, il quale consente una scambio fecondo con popolazioni diverse: dialogo e crescita assieme senza omologazione. Ho sempre creduto importante affrontare ogni tema della vita politica in maniera non ideologica, cercando, attraverso il dialogo e l’incontro con chi la pensa in maniera diversa, la soluzione migliore per la ricerca del “bene comune”. È un metodo, quello della mediazione, che previene le tensioni tra le parti sociali, e che riesce a garantire equilibrio. Naturalmente mediazione non deve significare compromesso, non deve impedire di essere radicali su certi principi, altrimenti è mero scambio e denota una mancanza di visione politica a lungo termine. Purtroppo, a distanza di molti anni, quelle aspettative e quei sogni sono stati disattesi, con un Partito Democratico nel quale ha prevalso una linea che pare richiamarsi più alla subcultura woke che al popolarismo riformista, e il Pd del Trentino è diventato una mera sezione locale di un partito nazionale.